Come riporta il sito www.ligurianotizie.it

Si chiama cannabis legale e non è altro che canapa indiana con un basso contenuto di THC, il principio attivo che fa sballare, lo stupefacente presente nell’”erba” illegale.

In pratica altro non è che un prodotto di scarto dell’industria della canapa, che fino a qualche anno fa era morta nel nostro Paese.

Fortunatamente negli ultimi anni la canapa indiana è stata reintrodotta in varie Regioni, anche grazie ad alcuni contadini intraprendenti.

Del resto la canapa indiana è una delle coltivazioni che un tempo spopolavano in Italia; si tratta infatti di uno di quei prodotti che portano diversi vantaggi, coltivabili anche su terreni non propriamente fertilissimi. Quindi, dalla canapa indiana industriale, quella che si coltiva per utilizzarne le fibre, si prelevano le infiorescenze, che hanno un bassissimo, se non nullo, contenuto di THC.

Le altre sostanze presenti nella pianta hanno comunque un effetto rilassante, molto blando. In Italia si coltiva anche la cannabis terapeutica; in questo caso è canapa ricca di THC, coltivata sotto stretto controllo da parte del Governo solo da alcune aziende autorizzate.